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Castello di Grinzane > Cavour |
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Un inedito conte di
Cavour |
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Busto di Camillo Cavour. Il busto si trova all'interno del castello; è un calco di quello bronzeo eretto davanti la chiesa parrocchiale, ai piedi della salita che porta al castello. Fu realizzato nel 1910 dallo scultore genovese Augusto Reduzzi (a. 1862). il busto bronzeo porta questa dedica: «A Camillo Cavour il Municipio di Grinzane auspice la colonia albese di Torino 25 settembre 1910». |
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La figura di Camillo Benso, conte di Cavour, domina indiscutibilmente ancora oggi la vita e gli ambienti culturali del paese di Grinzane, di cui l'uomo politico piemontese fu "sindaco operoso e benefico dal maggio 1832 al febbraio 1849", come recita la stele muraria affissa nel 1896 sul lato sud-ovest del Castello.
Proprio da qui Cavour svolgeva le sue mansioni
amministrative, qui riuniva (a volte in modo informale, nei suoi stessi alloggi) le sedute del consiglio comunale, qui abitava nei periodi in cui il suo apprendistato politico torinese
glielo permetteva. Ecco emergere allora un'immagine di Cavour molto diversa da quella ufficiale di primo ministro e diplomatico di statura internazionale, come emerge dai libri di storia. Si scopre un Cavour esperto di agronomia che tenta l'innesto di nuovi vitigni insieme agli enologi francesi Oudart e Bruchè, un Cavour sindaco di un paese di 350
anime per il quale deve dirimere sia discordie su limiti di proprietà che tormentati "affari di cuore" dei
borghigiani... Celebre il caso della bella "salinera", la tabaccaia del
paese. La "querefle", che vide coinvolti tre spasimanti e il datore di lavoro della donna, tenne banco in tutto il paese per molto tempo.
La bella Salinera |
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la vita |
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Nato a
Torino nel 1810 da una nobile famiglia conservatrice, divenne
ufficiale dell'esercito nel 1827. Nel 1831 lasciò le armi per
dedicarsi all'agricultura. Divvenne uno degli uomini più ricchi
del Piemonte, ingrandendo la paterna tenuta di Leri.
Ampliò la sua cultura con viaggi e studi a Londra, Parigi e
Ginevra e formulò delle validissime teorie sullo sviluppo
economico dell'Italia.
Orientò la propria vita all'economia ed al commercio e, dopo
essere entrato in Parlamento, riorganizzò l'amministrazione
finanziaria statale. Dopo alcune esposizioni politiche, costate la
dimissione, ritornò come presidente del Consilio e ministro delle
finane, il 2 Novembre del 1852.
Movimentò lo scambio di merci, favorì l'agricoltura con
importantissime opere di bonifica, tra questi il canale di
irrigazione Cavour, nel 1857 e introdusse nuovi sistemi di
coltivazioni.
Si occupò anche di aumentare le linee ferroviarie e di migliorare
la viabilità stradale.
Fu di aiuto anche nella spedizione dei Mille. Si dedicò poi alla
risoluzione del problema dei rapporti tra stato e chiesa.
Morì a Torino nel 1861. |

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Lo splendido edificio trecentesco era anche il luogo deputato
all'amministrazione della vasta proprietà, che comprendeva: un mulino, cinque cascine a mezzadria (Borson Grosso, Borson Sottero, Canova, Valdisera e Vaffone) e due a conduzione diretta (Cassinotta e Porta).
Il Conte dirigeva la tenuta personalmente, nei suoi periodi di soggiorno a Grinzane, o indirettamente, quando era impegnato nel capoluogo sabaudo durante i primi anni di attività politica. In queste occasioni egli delegava la conduzione del fondo agricolo ad un "agente fidato", il fattore Giovanni Bosco, che svolse questa mansione dal 1845 al 1853.
Un'idea precisa di tale lavoro ce la può dare il carteggio, sobrio ma minuzioso, che il Bosco teneva con Cavour con frequenza settimanale. In un italiano colorito ed infarcito di termini dialettali, da pratico agricoltore costretto a scrivere per necessità, il Bosco relaziona scrupolosamente il suo principale
sull'andamento dei prezzi sui mercati delle Langhe:
"Sulla piazza di Alba gli uvarii si vendono da lire 1.75 Doset e prima qualità sino a lire 2.25 a cavagna"
sulla maturazione delle uve:
"Il signor Oudart dice che le bordolesi dovrebbero essere già nere, al contrario sono tutte
bianche"
sui lavori in atto nella tenuta, sul comportamento più o meno efficiente dei lavoranti, ma anche, in modo personalissimo,
sulla vita del paese e sulle condizioni di salute dei suoi cari. |
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Cavour risponde a volte in modo asciutto, dettando istruzioni tecniche da seguire, a volte in tono confidenziale, a suggerire, quasi
paternalisticamente, consigli per un maggior benessere economico e sociale del paese, considerando forse Grinzane un piccolo laboratorio, sintesi del "gran mondo" di cui stava salendo
alla ribalta.
La raccolta delle lettere, curata da Giovanni
Silengo, è stata pubblicata nel 1979 a cura dell'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba.
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vedute
d'insieme della camera di Camillo Cavour con i suoi cimeli, nel
Castello |
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approfondimenti:
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